Pensione 2015: come funziona la rivalutazione?

Scritto da Redazione il 3 aprile 2015

Pensione 2015: come funziona la rivalutazione?

Vediamo insieme qual è il tasso di rivalutazione delle pensioni per il 2015 e con quali soglie si applica.

La rivalutazione provvisoria per il 2015 è molto limitata, a causa della bassa inflazione, e pari allo 0,3 per cento. Questo tasso viene però applicato integralmente solo ai trattamenti fino a tre volte il minimo Inps dell’anno precedente, ossia 19.534,32 euro lordi l’anno corrispondenti a 1.502,64 euro al mese. Una pensione di questo importo mensile viene rivalutata fino a 1.507,15 euro. Fino a 2.003,52 euro al mese la rivalutazione è applicata al 95 per cento (dunque il tasso effettivo è lo 0,285%, fino a 2.504,40 al 75 (0,225%), fino a 3.005,28 al 50 (0,15%), oltre questa soglia al 45 per cento (0,135%). La rivalutazione definitiva è invece risultata pari all’1,1 per cento un decimale in meno di quella provvisoria. Inoltre gli importi definitivi del 2014 (che sono la base per la rivalutazione provvisoria del 2015) sono stati rivisti anche perchè oltre al tasso sono state aggiornate anche per percentuali di applicazione per determinate fasce di importo. Il risultato - apparentemente paradossale - è che in alcuni limitati casi il trattamento 2015 risulta leggermente più basso di quello che era stato attribuito l’anno precedente.

Cosa succede a chi ha più di una pensione?

L’incremento viene determinato in base all’importo complessivo dei trattamenti e poi distribuito in proporzione su ciascuno di essi. In questo modo ai fini delle limitazioni conta solo il totale.

Come funzionerà la perequazione dopo il 2015?

Nel 2016 sarà applicato lo stesso meccanismo del 2015. Dal 2017 si dovrebbe tornare al sistema delineato dalla legge 388/2000, con la rivalutazione al 90 per cento tra sulla quota di pensione tra tre e cinque volte il minimo Inps e al 75 per cento oltre le cinque.