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Irpef: le proposte di riforma del Governo

Scritto da Redazione il 3 febbraio 2020

Riforma Irpef, legge delega entro aprile 2020. Il piano del Governo è quello di rimodulare aliquote e scaglioni, reperendo risorse anche dalla possibile riduzione delle detrazioni fiscali. Facciamo il punto sulle ipotesi in campo e su cosa potrebbe cambiare.

Irpef: le proposte di riforma del Governo

Riforma Irpef, entro aprile 2020 la legge delega del Governo: è confermata la volontà di rimodulare aliquote e scaglioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

L’obiettivo della riforma Irpef sarà quello di ridurre il peso delle imposte sui redditi dei soggetti esclusi dal taglio al cuneo fiscale, e dare vita ad una tassazione più equa e semplice.

Le ipotesi allo studio sono diverse e, tra queste, resta la possibilità di riduzione delle detrazioni fiscali, mossa utile per reperire le risorse necessarie per una revisione dell’Irpef.

Come potrebbe cambiare l’Irpef?

Sono diverse le proposte di riforma avanzate dagli esponenti di Governo e dai partiti di Maggioranza. Una di queste consiste nella riduzione delle prime due aliquote, quella del 23% e del 27%. La discussione è aperta anche sul modello tedesco di tassazione, che prevede un’aliquota di tassazione calibrata sulla base del reddito dichiarato.

L’Irpef è stata la protagonista indiscussa degli ultimi mesi, ed è destinata a rimanere al centro dell’attenzione anche in quelli a venire. Analizziamo le attuali proposte di riforma in campo per capire cosa potrebbe cambiare.

Irpef: le proposte di riforma del Governo. Legge delega entro aprile 2020

La Legge di Bilancio 2020 ha avviato il piano di riforma Irpef, partendo dalle buste paga dei lavoratori dipendenti e modificando nuovamente le regole per l’accesso al regime forfettario per le partite IVA.

Il taglio del cuneo fiscale sugli stipendi partirà da luglio 2020 e sarà attuato mediante una revisione dei requisiti e degli importi del bonus Renzi.

Si tratta di un intervento parziale e rivolto esclusivamente ai lavoratori dipendenti con redditi bassi. Per una riforma complessiva dell’Irpef sarà necessario attendere il 2021, ma già entro il mese di aprile 2020 il Governo intende approvare la legge delega.

Al tavolo del MEF dovranno approdare nei prossimi giorni le diverse proposte di riforma dei partiti, che saranno successivamente vagliate e valutate anche co l’apporto di professionisti esterni.

Riforma Irpef: verso la riduzione di aliquote e scaglioni?

Per il momento le idee in campo sono diverse.

La prima consiste nel taglio e nella rimodulazione delle aliquote Irpef vigenti, portandole da 5 a 3. La prima a seconda aliquota Irpef, quelle del 23% per i redditi fino a 15.000 euro e del 27% per i redditi fino a 28.000 euro, potrebbero essere unite e portate al 20%.

Un piano di revisione si rende necessario anche per le aliquote successive, soprattutto la terza, quella del 38%, ritenuta eccessivamente penalizzante.

Se per i redditi medio-bassi è stata evidenziata la volontà del Governo di ridurre le aliquote dell’Irpef, e quindi ridurre il carico fiscale, diverso sarà invece per i contribuenti con i redditi alti. Per questi si preannuncia un inasprimento del prelievo d’imposta.

Riforma Irpef: al vaglio il modello tedesco

Un’ulteriore proposta di riforma Irpef consiste nell’adozione del sistema tedesco di tassazione, che prevede una sorta di progressività continua, con tre diverse curve calibrate in base al reddito dichiarato dal dipendente, pensionato o autonomo.

Non delle aliquote secche applicate in base a specifici scaglioni di reddito, ma un prelievo modulato per ciascun contribuente, entro la soglia massima del 43%.

Dal calcolo della tassazione Irpef sarebbe esclusa l’applicazione delle detrazioni sui redditi da lavoro, agevolazioni che verrebbero di fatto abolite per lasciar posto ad un’imposta più semplice e lineare.

Riforma Irpef, le novità per le partite IVA dal 2020

In attesa di sviluppi su quella che sarà la riforma Irpef, è bene ricordare le novità approvate già per il 2020.

La prima riguarda la flat tax per le partite IVA, il regime forfettario.

Fa parte del piano di riforma fiscale del Governo anche la riduzione della platea dei beneficiari del regime forfettario, tassazione agevolata per le partite IVA con ricavi o compensi fino a 65.000 euro.

Dal 1° gennaio 2020 si è ridotta la platea dei titolari di partita IVA che beneficiano della tassazione ridotta e delle semplificazioni del forfettario.

Alla valutazione su ritorno all’Irpef o permanenza nel regime sostitutivo concorrerono le seguenti modifiche:

  • ripristino limiti sui compensi ai dipendenti, fissati a 20.000 euro;
  • divieto di accesso al forfettario nel caso di percezione di redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro.

Riforma Irpef, taglio a bonus e detrazioni fiscali

All’avvio della riforma Irpef si lega anche il taglio a bonus e detrazioni fiscali introdotto dalla Legge di Bilancio 2020. Ad esserne colpiti sono i contribuenti con redditi superiori ad una certa soglia, pari a 120.000 euro.

Le detrazioni Irpef del 19% sono riconosciute soltanto ai contribuenti che non superano un determinato limite di reddito.

Sempre nell’ambito della riforma Irpef, nella Legge di Bilancio 2020 è stato inoltre introdotto l’obbligo di pagare con mezzi tracciabili le spese detraibili, ad esclusione di quelle sanitarie sostenute presso il SSN o presso strutture accreditate.

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