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IRPEF 2022, primi passi per la riforma: nuove aliquote, scaglioni e detrazioni

Scritto da Redazione il 20 giugno 2022

Riforma IRPEF, primi passi in Legge di Bilancio 2022: dalle nuove aliquote e scaglioni, fino alla revisione di detrazioni e bonus fiscali, ha preso il via il primo tassello della revisione del sistema di tassazione dei redditi da lavoro, in attesa dell’attuazione della delega fiscale.

IRPEF 2022, primi passi per la riforma: nuove aliquote, scaglioni e detrazioni

La riforma IRPEF ha mosso i primi passi con la Legge di Bilancio 2022, che ha rivisto aliquote e scaglioni per il calcolo dell’imposta e ridisegnato il sistema delle detrazioni sui redditi da lavoro.

Con il fine di ridurre il cuneo fiscale, a partire dal 1° gennaio 2022 l’IRPEF ha cambiato forma, con la soppressione dell’aliquota del 41 per cento, la riduzione della seconda dal 27 al 25 per cento e della terza dal 38 al 35 per cento, applicata ai redditi fino a 50.000 euro. Superata questa soglia l’IRPEF dovuta sarà pari al 43 per cento.

La riforma IRPEF però passa anche dalla revisione del sistema delle detrazioni dei redditi da lavoro, e da una ridefinizione della platea di beneficiari del trattamento integrativo.

Di IRPEF si parla però anche nella legge delega fiscale, ed è quindi evidente che l’imposta è destinata a rimanere al centro dell’attenzione anche nei prossimi mesi.

In attesa di novità, facciamo di seguito il punto delle misure previste ad oggi.

IRPEF 2022, primi passi per la riforma: nuove aliquote, scaglioni e detrazioni

L’articolo 2 della legge delega sulla riforma fiscale, relativo alla “Revisione del sistema di imposizione personale sui redditi”, prevede tra i diversi punti la necessità di ridurre gradualmente le aliquote medie effettive IRPEF, con particolare riguardo ai contribuenti con redditi medio bassi.

L’obiettivo è incentivare il lavoro, e parimenti riequilibrare il sistema fiscale, caratterizzato da salti d’aliquota che finiscono con l’inibire l’aumento dei redditi.

La riforma IRPEF è tuttavia già partita con la Legge di Bilancio 2022, che ha modificato aliquote e scaglioni.

In particolare, l’imposta a partire dal 1° gennaio 2022 è così determinata:

  • aliquota del 23 per cento per i redditi fino a 15.000 euro;
  • aliquota del 25 per cento per i redditi oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro;
  • aliquota del 35 per cento per i redditi oltre i 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
  • aliquota del 43 per cento superati i 50.000 euro di reddito.

Cosa è cambiato?

Aliquote e scaglioni IRPEF sono stati ridotti, e si è passati da cinque a quattro fasce. Diversi poi i lavori di revisione, con il fine di riequilibrare la tassazione, ed è utile fare un confronto tra le regole previste prima e dopo il 1° gennaio 2022:

Aliquote e scaglioni IRPEF 2021Aliquote e scaglioni IRPEF 2022
23 per cento fino a 15.000 euro 23 per cento fino a 15.000 euro
27 per cento da 15.001 fino a 28.000 euro 25 per cento fino a 28.000 euro
38 per cento da 28.001 fino a 55.000 euro 35 per cento da 28.000 a 50.000 euro
41 per cento da 55.001 fino a 75.000 euro 43 per cento da 50.000 euro in su
43 per cento oltre 75.000 euro -

Questi i primi tasselli della riforma IRPEF volti ad alleggerire il carico fiscale sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, ma non solo.

La Legge di Bilancio ha anche rivisto il sistema delle detrazioni fiscali sui redditi da lavoro e del bonus IRPEF per i dipendenti.

Riforma IRPEF, dalle detrazioni al bonus in busta paga: le novità

Alla revisione di aliquote e scaglioni IRPEF si affiancano le nuove detrazioni sui redditi da lavoro.

Soffermiamoci di seguito sulle novità previste per i lavoratori dipendenti, alla luce della parallela ridefinizione delle regole per l’accesso al bonus IRPEF in busta paga.

Secondo quanto previsto dal nuovo articolo 13 del TUIR, le detrazioni per i lavoratori dipendenti a partire dal 1° gennaio ammontano a:

  • 1.880 euro per i redditi fino 15.000 euro. L’importo minimo della detrazione riconosciuta è pari a 690 euro; in caso di lavoro a tempo determinato, non può essere inferiore a 1.380 euro;
  • 1.910 euro, aumentata del prodotto tra 1.190 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 13.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro;
  • 1.910 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 22.000 euro.

Un importo aggiuntivo pari a 65 euro è riconosciuto ai titolari di redditi superiori a 25.000 euro, e fino a 35.000 euro.

La Legge di Bilancio 2022 ha quindi potenziato l’ammontare delle detrazioni spettanti per i redditi nella fascia medio-bassa e medio-alta, aumentando il valore minimo riconosciuto.

Una novità che si affianca alle modifiche al bonus IRPEF, il trattamento integrativo, che è stato parzialmente assorbito dalle nuove detrazioni.

Dal 1° gennaio è stata abolita integralmente la detrazione aggiuntiva prevista fino al 31 dicembre 2021 in favore dei lavoratori con redditi superiori a 28.000 euro e fino al limite massimo di 40.000 euro annui.

Il bonus pari a 100 euro mensili continuerà ad essere riconosciuto anche a partire dal 1° gennaio 2022 esclusivamente in favore dei titolari di redditi non superiori a 15.000 euro. A specifiche condizioni, ne avranno diritto anche i lavoratori con redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro annui.

Il bonus IRPEF è stato quindi assorbito dalle nuove detrazioni fiscali, il cui importo massimo è ora pari a 3.100 euro ed è calibrato in relazione al reddito del contribuente.

Riforma IRPEF, taglio a bonus e detrazioni fiscali

Le misure previste dalla Legge di Bilancio 2022 rappresentano un primo assaggio delle novità in arrivo in materia di tassazione dei redditi da lavoro. Per passare alla fase operativa sarà necessario attendere l’attuazione della delega fiscale, e l’adozione quindi dei relativi decreti attuativi.

Quel che è certo è che il Governo sarà impegnato in un lavoro lungo, al quale si affiancherà anche il taglio a bonus e detrazioni fiscali.

Non una cancellazione generalizzata ma un’operazione di riordino, che come previsto dalla legge delega sarà effettuata tenuto conto della finalità delle agevolazioni e degli effetti in termini di equità ed efficienza dell’imposta.

Il Governo sarà quindi chiamato a valutare bonus e detrazioni da mantenere, come quelle sulle spese mediche, o cancellare, come i SAD (Sussidi Ambientalmente Dannosi).

Un lavoro che anche in tal caso dovrà essere compiuto entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della delega fiscale.

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