Stipendio: come si passa dal lordo al netto

Scritto da Redazione il 20 marzo 2019

Cosa influisce sulla diminuzione dell’importo della retribuzione lorda fino ad arrivare all’importo effettivamente percepito? Ecco gli elementi che intervengono.

Stipendio: come si passa dal lordo al netto

Sono molti gli elementi da tenere in considerazione se si vuole ricostruire il passaggio dagli importi lordi della retribuzione, e quindi di eventuali suoi incrementi, a quelli netti. In questa pagina è spiegato come contributi previdenziali e di altro tipo, imposta sul reddito e relative addizionali riducono le somme effettivamente percepite dal lavoratore.

Cosa si intende per retribuzione lorda?

La retribuzione lorda è il complesso delle somme riconosciute al lavoratore in un determinato periodo, come ad esempio l’anno. Su questo importo vengono calcolati i contributi previdenziali (ed eventualmente di altro tipo) dovuti dal lavoratore: in questo senso si parla di imponibile contributivo

Come si definisce l’importo ottenuto sottraendo dalla retribuzione lorda i contributi a carico del lavoratore?

Si parla di imponibile fiscale: su questo importo si applicano le aliquote Irpef per determinare l’imposta lorda, dalle quali poi si ottiene l’imposta netta sottraendo le detrazioni spettanti. I contributi che sono stati sottratti non sono invece sottoposti a tassazione.

Quali elementi entrano in gioco nel passaggio dalla retribuzione lorda a quella netta?

Dalla retribuzione lorda (imponibile contributivo) vengono trattenuti i contributi a carico del lavoratore che sono essenzialmente quelli previdenziali (9,19 per cento) e il contributo dello 0,30 per cento per la Cigs (non dovuto nelle piccole imprese e in alcuni settori) più eventualmente altri contributi se previsti, ad esempio per la previdenza integrativa o l’assicurazione sanitaria. Quindi sull’imponibile fiscale vengono applicate le aliquote Irpef; l’imposta lorda così ottenuta viene ridotta con l’applicazione delle detrazioni per lavoro dipendente ed eventualmente quelle per familiari a carico e diventa quindi imposta netta. Sullo stesso imponibile fiscale vengono applicate le addizionali Irpef regionale e comunale. Sottraendo dall’imponibile fiscale l’importo dell’imposta netta e quello delle addizionali si ottiene la retribuzione netta.

Perché l’Irpef incide in modo così forte su un aumento di stipendio?

Perché sulla somma viene applicata l’aliquota marginale, ovvero quella più alta rispetto al resto della retribuzione; a volte è proprio l’incremento retributivo a far scattare il passaggio all’aliquota più alta. Quindi per la struttura progressiva dell’Irpef il prelievo sull’importo aggiuntivo è superiore a quello medio sull’intera retribuzione. Inoltre il crescere del reddito complessivo sottoposto a Irpef determina una progressiva riduzione della detrazione per lavoro dipendente e - se spettante - di quelle per familiari a carico: questo accentua ulteriormente la progressività dell’imposta.

Anche le addizionali locali contribuiscono a rendere progressivo il prelievo Irpef?

Originariamente le addizionali vendivano applicate in percentuale fissa su tutti i redditi; da qualche anno però Regioni e Comuni hanno la possibilità di prevedere aliquote diverse, detrazioni e fasce di esenzione che in molto casi contribuiscono alla progressività del prelievo complessivo, anche con salti bruschi.

In che modo il bonus 80 euro incide sull’importo netto di un aumento di stipendio?

Il bonus 80 euro, un credito d’imposta riservato ai lavoratori dipendenti, viene riconosciuto a coloro che hanno un reddito complessivo ai fini Irpef tale da non azzerare l’imposta (quindi intorno agli 8.150 euro in assenza di altre detrazioni) ma non superiore ai 26 mila euro. Ma già con un imponibile Irpef a 24 mila l’importo di 960 euro l’anno (80 al mese) si riduce gradualmente fino ad annullarsi appunto ai 26 mila. Questo vuol dire che per chi ha un imponibile Irpef intorno agli 8 mila euro (poco meno di 9 mila di imponibile contributivo) un aumento retributivo farà scattare il bonus, mentre al contrario se cresce lo stipendio per chi è tra i 24 mila e i 26 mila euro in termini Irpef (tra 26.500 e 28.800 se si guarda al lordo contributivo) il bonus si può ridurre o azzerare. In quest’ultimo caso quindi l’aumento di reddito lordo viene ridotto non solo da contributi e imposte, ma anche dal venir meno degli 80 euro. Ecco così ad esempio che con un lordo di 27 mila euro un incremento retributivo di 1.000 porta nello stipendio solo 160 euro circa in più.

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