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Irpef: i pensionati pagano ancora un po’ di più

Scritto da Redazione il 15 gennaio 2017

Irpef: i pensionati pagano ancora un po' di più

Da quest’anno i pensionati con meno di 75 anni pagano qualcosina in meno di Irpef: per loro è stata rivista la cosiddetta "no tax area", che più precisamente è la detrazione d’imposta applicata per azzerare il prelievo fino ad una certa soglia di reddito, e al di sopra di questa ridurlo rispetto a quello che sarebbe dovuto per l’applicazione delle aliquote. Ora la "no tax area dei pensionati", che è diventata una sola a prescindere dall’età (mentre prima i meno anziani pagavano un po’ di più) è più vicina a quella dei lavoratori dipendenti: 8.000 euro rispetto a 8.146.

Più vicina però non vuol dire uguale. La differenza infatti è esigua, ma "proiettata" sui redditi un po’ più alti produce comunque un’imposta un po’ più pesante per i pensionati e quindi un netto un po’ più basso. Ad esempio con un reddito imponibile di 10 mila euro l’anno il pensionato pagherà nel 2017 (come impostata statale esclude le addizionali) 587 euro contro i 510 del dipendente, con 15 mila 2.153 invece di 1.886, con 20 mila 3.665 invece di 3.461. Il divario poi tende a ridursi per annullarsi a quota 55 mila euro.

Come si giustifica la differenza? L’idea originaria di queste detrazioni- approssimativamente parlando - era riconoscere in modo forfettario le spese sostenute per la propria attività. Oggi di fatto c’è una scala tra le varie categorie di contribuenti che vede favoriti i lavoratori dipendenti, seguiti a ruota appunto dai pensionati e poi a distanza dai lavoratori autonomi, la cui no tax area si arresta a 4.800 euro. Non c’è nessun meccanismo particolare per chi solo ha redditi non collegati con il lavoro, ad esempio quelli immobiliari: la sua imposta a parità di altre condizioni deriva dall’applicazione delle aliquote. Si può verificare tutto ciò per il 2017 e per gli anni precedenti su www.irpef.info/calcolairpef.html.