Ape: come funziona l’anticipo della pensione

Scritto da Redazione il 27 novembre 2017

Ape: come funziona l'anticipo della pensione

L’anticipo della pensione (Ape) è stato istituito con la legge di bilancio 2017. Consiste in realtà di almeno due strumenti diversi:

  • un prestito, che come tale non grava sul bilancio dello Stato
  • un’indennità concessa ad alcune categorie meritevoli di tutela, la quale a sua volta può essere incrementata con il ricorso al prestito.

In cosa consiste il prestito pensionistico?

L’idea di base del prestito (Ape volontaria) è che il lavoratore possa interrompere la propria attività prima di maturare il diritto alla pensione di vecchiaia (con un anticipo massimo di tre anni e sette mesi): in questo periodo percepirà un trattamento provvisorio, inferiore alla pensione teoricamente maturata, che poi dovrà restituire nei venti anni successivi al momento in cui accederà a tutti gli effetti alla pensione. Il prestito sarà erogato da una banca o da un altro istituto finanziario, ma l’Inps farà da interfaccia con l’utente.

Quali lavoratori potranno accedere all’Ape volontaria?

Potranno optare per l’Ape volontaria sia i lavoratori dipendenti privati o pubblici, sia i lavoratori autonomi. Per quanto riguarda il requisito di età, nel 2017 questa facoltà dovrebbe riguardare i nati nel 1951, 1952 e 1953, ovvero coloro a cui mancano fino a tre anni e sette mesi alla pensione di vecchiaia. Non si potrà chiedere l’Ape nel caso manchino meno di sei mesi ai requisiti per la vecchiaia.

Quale sarà il rapporto percentuale tra il trattamento provvisorio e la pensione a cui si avrebbe diritto?

I limiti percentuali minimo e massimo dell’Ape che i lavoratori potranno richiedere saranno fissati con un successivo provvedimento del governo. È già emerso però che ci saranno delle soglie massime differenziate in base al periodo di anticipo: 95 per cento con un anno, 90 con due e 85 per cento con tre. Questo per non appesantire troppo la rata da pagare in seguito. La pensione di riferimento è quella maturata al momento in cui si interrompe il rapporto di lavoro e quindi il versamento dei contributi.

Ci sarà una penalizzazione economica della pensione definitiva?

Il taglio non sarà esplicito, ovvero predeterminato in base ad una certa percentuale, ma risulterà di fatto dalla rata che ogni mese occorrerà pagare per restituire quanto percepito in precedenza. Questo aggravio sarà però attenuato da un credito d’imposta pari al 50 per cento della somma pagata da per interessi e premio assicurativo. Una volta terminati i 20 anni di ammortamento però la pensione sarà di nuovo piena.

Quale sarà il tasso di interesse sul prestito pensionistico e chi pagherà gli interessi?

Il tasso non sarà presumibilmente troppo lontano da quelli di mercato per la stessa scadenza (20 anni). In un documento di lavoro messo a punto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini viene ipotizzato un tasso annuo nominale pari al 2,5 per cento.

Cosa succede se il pensionato muore prima dei 20 anni di durata del prestito?

In questo caso scatterà una polizza assicurativa per coprire gli importi non ancora restituiti. Secondo quanto è stato già puntualizzato dal governo, gli eredi non avranno quindi alcun tipo di obbligazione, né ci sarà una rivalsa sull’eventuale pensione ai superstiti. Il premio per la polizza dovrà essere pagato insieme alle rate: nello stesso documento di Nannicini si fa riferimento a un premio complessivo pari al 29 per cento del capitale del prestito.

Che cos’è l’Ape sociale?

L’Ape sociale è un’opzione riservata ad alcune particolari categorie: disoccupati di lungo periodo, invalidi (con percentuale superiore al 74 per cento), soggetti con un parente di primo grado di disabilità lavoratori che svolgono mansioni pesanti. Nei primi tre casi occorre avere 30 anni di contributi, nell’ultimo 36. l’Ape sociale non è un prestito, ma un’indennità concessa per un importo uguale alla pensione a cui l’interessato avrebbe diritto, fino ad un massimo di 1.500 euro lordi. Chi ottiene l’indennità ed avrebbe diritto ad un trattamento pensionistico superiore può però scegliere di integrarla fino ad una certa percentuale chiedendo il prestito per la parte residua, con le stesse regole dell’Ape volontaria.