Perché la rivalutazione.

 Normalmente l'esigenza di sapere quanto vale al livello dei prezzi attuale una somma di qualche anno fa nasce da esigenze legali o amministrative: ad esempio per calcolare l'importo aggiornato di un risarcimento. Ma anche la semplice curosità può spingere a domandarsi a cosa equivalgono la casa o l'auto acquistate tanto tempo fa, o la retribuzione di un lavoro del passato.

Come si calcola.

 La rivalutazione è calcolata in base all'indice dei prezzi al consumo. In Italia ne esistono tre: il Nic, che riguarda l'intera collettività, il Foi (famiglie di operai e impiegati) e l'Ipca, l'indice calcolato con i criteri europei. Per maggiori dettagli si può consultare questa pagina sul sito dell'Istat; comunque la differenza tra i tre indici è limitata. Il Foi è il più antico ed è quello usato per la rivalutazione, nella versione al netto dei tabacchi. L'incremento dell'indice ci segnala la crescita del livello generale dei prezzi: dunque se il prezzo di una determinata categoria di beni (ad esempio i pc), dopo la rivalutazione, risulta più alto di quello attuale, vuol dire che il prezzo di quei prodotti è effettivamente diminuito rispetto al periodo preso in considerazione.