Che cos'è.

 L'assegno per il nucleo familiare (Anf) è una forma di sostegno al reddito che si differenzia dalle agevolazioni fiscali previste per i familiari a carico nell'ambito dell'Irpef. Non si tratta quindi di una riduzione di imposta, ma di un trasferimento di denaro da parte dello Stato (per il tramite del datore di lavoro o dell'Inps). Di conseguenza l'assegno arriva anche a coloro che non pagano l'Irpef perché hanno un reddito troppo basso, i cosiddetti "incapienti": i quali al di sotto di una certa soglia non traggono nessun beneficio da riduzioni del prelievo fiscale. Proprio questa caratteristica, che avvicina l'Anf ad analoghi ma più sostanziosi strumenti adottati in altri Paesi europei, ha suggerito a partire dal 2007 un potenziamento delle strumento. Con le tabelle precedentemente in vigore un piccolo aumento del reddito familiare era sufficiente a decurtare gli importi, fino ad azzerarli rapidamente (una sorta di "trappola della povertà"). Dal 2007 la "scaletta" con cui gli importi vengono ridotti in base al reddito è molto più graduata, e l'assegno viene percepito fino a circa 60.000 euro di reddito familiare complessivo nella maggior parte dei casi e fino a livelli ancora maggiori in caso di famiglie numerose. Lo stesso criterio è stato adottato dal 2008 per i nuclei in cui ci sia un componente inabile. D'altra parte a differenza dell'Irpef l'assegno al nucleo familiare non è uno strumento universale, perché al momento riguarda solo i lavoratori dipendenti e i pensionati da lavoro dipendente (mentre altre figure professionali hanno diritto a diverse forme di sostegno, ben più contenute). Per gli stessi lavoratori dipendenti è richiesto che il reddito complessivo derivi per almeno il 70 per cento proprio da lavoro dipendente. Inoltre il concetto di famiglia è più ristretto di quello utilizzato a fini fiscali: ne fanno parte oltre al coniuge i figli minorenni (salvo alcune eccezioni per le famiglie numerose) e quelli inabili indipendentemente dall'età, più eventualmente altri parenti solo se minorenni e completamente a carico dello stesso nucleo. Una particolarità: per coniuge si intende esclusivamente quello sposato. Ciò vuol dire che in caso di convivenza, un genitore può comunque ottenere l'assegno senza tener conto del reddito dell'altro. Il che risulta più vantaggioso.

Come funziona.

 A differenza del'Irpef, che viene calcolata in base al reddito del singolo contribuente, per l'Anf il dato rilevante è il reddito complessivo del nucleo familiare. Inoltre rientrano nel conto, se superano i 1032,91 euro, anche redditi che sono esenti da imposta, oppure tassati separatamente, come ad esempio i redditi da capitale. Per una definizione più completa dei redditi da considerare o meno, si può consultare il sito dell'Inps (attenzione: controllare che le tabelle incluse siano aggiornate). Di norma, i limiti di reddito vengono aggiornati in base all'inflazione a luglio di ogni anno; il reddito da prendere in considerazione è quello dell'anno precedente al luglio in cui è scattato l'aggiornamento. Ad esempio nel periodo dal luglio 2010 al giugno 2011 conta il reddito del 2009.

Come si fa ad ottenerlo.

 Bisogna presentare domanda al datore di lavoro oppure all'Inps nel caso che il richiedente sia pensionato, specificando la situazione familiare e reddituale. In alcuni casi (ad esempio figli di genitori separati) l'azienda deve essere autorizzata dalla stessa Inps a pagare.